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I Riserva Moac

La Riserva Moac è un collettivo musicale composto da sette musicisti nati nella provincia di Campobasso. Grazie a Riserva-Moac-photography-Paolo-Sapio

numerose esibizioni dal vivo nazionali ed internazionali, i Riserva Moac diventano ben presto un fenomeno emergente del circuito musicale alternativo, in effetti in più di un’occasione condivide la scena live con band come Elio e le Storie Tese, Simone Cristicchi, Modena City Ramblers, Bandabardò, Max Gazzè, Roy Paci & Aretuska, Quintorigo e molti altri.

Il nome del gruppo da un’intervista del Prima Pagina Molise:

« Letteralmente e storicamente il nostro nome deriva da “Molise, Oriente, Africa, Cuba”, che sono le influenze principali, musicali e culturali che noi abbiamo usato nella nostra musica, ma che poi traslandolo può significare qualsiasi posto del mondo con la M, O, A, C. Insomma il senso è che la musica avvicina tutti i popoli, le culture, le differenze e creano qualcosa di effettivamente unitario e solidale[1]. »
(Fabrizio Russo spiega il nome del gruppo.)

Alla base di tutto c’è una scelta minimale di creare un sound basato principalmente sulla forza di strumenti acustici come la zampogna, ciaramella, fisarmonica o la sezione degliaerofoni, fatti letteralmente incidentare con ritmiche e strumenti provenienti da più parti del mondo e con basso, chitarra, batteria che hanno il compito di traghettarci nell’attualità e creare quelle sonorità che la realtà musicale moderna ci offre. Nel 2004 vincono il premio “Una Canzone per Amnesty” alla settima edizione del Concorso “Voci per la Libertà”[2], ed entrano nei sei finalisti dell’Accademia della Canzone di Sanremo[3].

Bienvenido (2005-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Nell’estate del 2005 viene pubblicato il primo lavoro discografico dal titolo Bienvenido, una sorta di invito ad abitare nel nuovo villaggio musicale della Riserva Moac, pubblicato sotto la Edel Music. Il disco, dopo circa un anno dalla data di uscita, torna in doppia ristampa raggiungendo le oltre seimila copie vendute[4].

Parte così una lunga serie di concerti che tocca vette e momenti importanti con la partecipazione all’Arezzo Wave Love Festival, al Meeting Etichette Indipendenti di Faenza, alMantova Musica Festival, Biennale del Mediterraneo e molti altri.

Nel 2006 vincono il concorso nazionale “Primo maggio tutto l’anno” che gli permette di aprire lo storico concerto del Primo Maggio a Piazza San Giovanni a Roma[5][6].

La forza e la dinamica live dei Riserva Moac, i cui concerti sono caratterizzati da un notevole impatto sonoro e scenico capace di un grande coinvolgimento del pubblico, si fa notare subito anche in ambito internazionale; partecipano al Festival Interceltique di Lorient (Francia) come rappresentante italiana; sempre in Francia nel 2006 la band è stata invitata nel contesto della ventesima edizione del FIMU (Festival International de Musique Universitaire), nella città di Belfort. Ma è anche oltreoceano che la Riserva Moac allarga i suoi confini con una serie di concerti negli Stati Uniti d’America, in città come Boston, New York, Springfield. Inoltre da segnalare un’importante tappa estera al prestigioso festival tedesco TFF.Rudolstadt di Rudolstadt, quale rappresentante della musica italiana.

Il gruppo partecipa ad alcuni appuntamenti televisivi, come “On The Roads” ed “Italia Che Vai”, e le loro musiche vengono utilizzate come spot musicali all’interno della trasmissione Matrix su Canale 5 e su La7.

La Riserva Moac propone un ottimo punto di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra strumenti acustici ed effettistica ragionata, tra l’alternanza delle voci maschile e femminile. La sua voglia di arrangiamenti inusuali si unisce alla necessità ricercata di stupefare e integrare senza ghettizzazione suoni e lingue. Il risultato è un intreccio di testi impegnati, profondi ma mai banali, con una musicalità fatta di energia profusa e passione condivisa.

I Riserva Moac si rifanno all’immaginario di un villaggio, dove tutti sono benvenuti, e dove mescolare i suoni provenienti da ogni dove. Rieleborano in maniera originale il folk rockitaliano, utilizzando strumenti acustici come la fisarmonica e soprattutto i fiati: dalle locali zampogna e ciaramella a gaita, cornamusa, tin whistle, insieme alla sezione rock composta da basso, chitarra, batteria, unendo così ritmiche e strumenti da tutto il mondo, la parola d’ordine è contaminazione; dalla canzone Bienvenido en la Riserva traccia titolo del loro primo album: Ma oggi, prego, facce nuove vengan qui da ogni dove. Non c’è alcuna recinzione, tutto è contaminazione in questo villaggio. E la Riserva). Il richiamo al dialetto, alla propria terra e alla cultura d’origine non è chiusura né ostacolo ma è il punto fermo su cui posa la punta di compasso tenendo ferma la quale, si possono compiere cerchi perfetti (Viaggie dente e fore).

Componenti

  • Fabrizio “Pacha Mama” Russo – voce
  • Mariangela “Maya” Pavone – voce
  • Roberto “Zanna” Napoletano – percussioni, fisarmonica, voce
  • Aldo “Zefiro” Iezza – zampogna, ciaramella, gaita, tin whistle
  • Gianni “Kilone” Nardacchione – chitarra elettrica, chitarra acustica
  • Patrizio “Basko” Forte – basso
  • Oreste “Sir Amur” Sbarra – batteria, programmazioni